Lonely Boy è la title track del mio album, in cui ho voluto raccogliere le canzoni che ho scritto nell'arco di un decennio, a partire dal 2003. Ho scelto di scrivere in inglese perché i miei gusti musicali sono sempre stati rivolti a gruppi e musicisti anglosassoni: Mark Knopfler, Pink Floyd, James Taylor, Neil Young, Eagles e Steely Dan. Poi ho voluto concretizzare il mio progetto radunando musicisti con cui ho suonato assieme nell'associazione Mosaiko Pro Music di cui faccio parte e arricchito il tutto con la partecipazione di Giorgio "Jojo" Menon, chitarrista padovano e autentico "guru" della blues-fusion.

Tracks: 

1. Lonely Boy

2. Final Destination

3. Minibus

4. Desert Trip

5. Back Home Blues

6. Life Path

7. Road Dream

8. The Blessing Song

9. Young Father

10. Song on a Scrap (The Crisis Song)

 

Band:

Francesco Ceoldo: vocals, Fender Rhodes, piano, keyboards and acoustic guitar.

Giorgio “Jojo” Menon: electric guitars.

Enrico Perin: Drums.

Nicola Pietrogrande: Bass.

Nicolò Masetto: Bass on “Road Dream”.

 

Dicono di me:

"Affascinato dall'idea del viaggio inteso come susseguirsi di sensazioni, emozioni, colori e nitide immagini, Francesco Ceoldo firma con " Lonely Boy " il proprio compiuto e maturo esordio discografico. Sembra si tratti di un album che egli ha concepito e realizzato per sè stesso ma la voglia di seguirlo nel suo cammino è davvero grande. Le radici di questo musicista padovano affondano nella tradizione musicale degli States ed in particolare in un certo tipo di southern rock, nel blues, nel country rock della west coast e in certe suggestioni compositive di Donald Fagen. La produzione è cristallina, con un sound purissimo, molto curato, con arrangiamenti raffinati, sofisticati e con un lirismo riflessivo e sognante, a tratti malinconico. Potrebbe essere la colonna sonora di un road movie ambientato in grandi spazi naturali. L'apporto blues è assicurato da Giorgio " Jojo " Menon, storica figura del blues padovano, che qui suona la chitarra con l'intensità ed il buon gusto che gli conosciamo. "Lonely Boy", title track, si dipana con dolcezza e positività attraverso passaggi armonici delicati e naturali, punteggiata dagli obbligati della chitarra elettrica e sorretta da un groove ritmico leggero ma accattivante. "Final Destination" con il suo beat più corposo e massiccio ci ricorda l'estro tutto "sudista" degli Allman Brothers ed è impreziosita dal suono intenso, saturo e perentorio della chitarra slide. In "Minibus" , strana, suggestiva ballad costruita su un tempo ternario, Francesco ci mostra il suo aspetto più squisitamente folk scolpendo con la sua voce delicatamente espressiva i versi di una poesia romantica ed un pò ironica. Tutti i brani di questo pregevole album meriterebbero una menzione: il country acustico ed evocativo di "Desert Trip", il sofisticato shuffle "Back Home Blues", l'ipnotico, meditativo, sognante "Life Path" e le suggestioni beatlesiane di "Road Dream" e "The Blessing Song".  - F. Osele.


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